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Chiesa di San Michele Arcangelo-già pieve di San Giovanni Battista

Chiesa di San Michele Arcangelo-già pieve di San Giovanni Battista

La chiesa venne eretta a partire dagli anni settanta del Cinquecento nei pressi dell’antica cappella di San Giorgio, per dotare la popolazione di Calcinaia di un nuovo luogo di culto dopo che la medievale pieve di San Giovanni Battista era stata distrutta dalle acque dell’Arno;  al fine di  erigere il nuovo edificio i calcinaioli furono autorizzati dall’arcivescovo Pietro Iacopo Borboni a reimpiegare parte dei materiali della chiesa plebana andata in rovina e delle altre cappelle abbandonate della zona limitrofa. La nuova pieve, con fatica, a causa della poche risorse economiche degli abitanti, poté essere completata intorno al 1590.

L’edificio ha subìto nel tempo numerosi rifacimenti, la facciata odierna, in stile neoclassico, è opera di Teofilo Arganini che la disegnò nel 1860. Lo stesso progettista, due anni prima, aveva dotato la chiesa dell’attuale campanile a vela demolendo il preesistente che era in legno. Il portone d’ingresso circondato da una cornice in travertino, è datato 1694 e reca lo stemma del pievano Alessandro Bacchereti.

L’interno, ad aula unica, si presenta decorato in stile barocco, frutto del massiccio restauro operato sull’edificio nel 1726 per volontà del pievano Ranieri Bandinucci, in quella data, il tempio che era divenuto poco capiente ed insufficiente per le necessità della popolazione, venne rialzato di sei braccia e prolungato con l’aggiunta di un nuovo coro e di due sacrestie. La navata e il nuovo presbiterio vennero decorati a spese delle famiglie calcinaiole più benestanti con stucchi a tema floreale e pitture raffiguranti le Scene della vita di santa Ubaldesca, gli Apostoli e le Virtù Teologali. L’ attuale altar maggiore venne eretto ex novo, dopo che l’originario era stato trasportato nella nuova pieve nel 1789, l’altare laterale destro, conserva una pala del 1635 ritraente Santa Ubaldesca, opera di Sebastiano Tani, sull’altare sinistro si trova una pala del 1864 di autore ignoto, raffigurante La Madonna di Montenero.

Nel 1738 la comunità si dotò di un nuovo organo costruito da Domenico Cacioli, lo strumento dal 1983 è in prestito alla pieve di Santa Giulia di Caprona. All’interno, sono arredi degni di menzione: un battistero del  1755 ed una lampada ad olio decorata con putti, acquistata nel 1764 dalla Certosa di Farneta.

Dopo la costruzione della nuova pieve, la chiesa venne assegnata alla Compagnia di San Michele Arcangelo che iniziò ad officiarla dal 1792, l’edificio riassunse le funzioni di pieve dal 1944 al 1946 perché gli eventi bellici avevano reso inagibile la chiesa maggiore. Nel 1954 avvenne un tentativo di rifondazione della Compagnia per opera di Luigi Parenti ma con scarso seguito; a causa della mancanza di adesioni, la confraternita cessò di esistere nel 1956 ed il tempio, pur rimanendo consacrato, cadde in disuso venendo utilizzato sempre più raramente per il culto. Nel 1999, a cura dell’architetto Josip Vladislovic’ fu operato un restauro delle coperture e il ripristino dell’intonaco delle pareti esterne.

Ricerca storica a cura di Christian Ristori

 

Texts to be translated for historical information about tourist sites in the municipality of Calcinaia. 

Church of San Michele Arcangelo, formerly the parish church of San Giovanni Battista

The church was built in the 1570s next to the old chapel of San Giorgio to give the population of Calcinaia a new place of worship after the parish church of San Giovanni Battista had been destroyed by the waters of the river Arno.

The building has undergone many renovations over the years. The current façade, which has a neoclassical style, is the work of Teofilo Arganini, who designed it in 1860. The front door, which is surrounded by a frame made of travertine, dates back to 1694 and bears the coat of arms of the priest Alessandro Bacchereti.

The interior, with a single hall, is decorated in baroque style, the result of the massive restoration work on the building in 1726 carried out on the orders of the priest Ranieri Bandinucci. The nave and the new chancel were decorated at the expense of the town's wealthiest inhabitants with stucco and paintings depicting scenes from the life of Saint Ubaldesca, the Apostles and the Theological Virtues. The altar on the right-hand side has an altarpiece dating back to 1635 depicting Santa Ubaldesca, by Sebastiano Tani, whilst the altar on the left has an altarpiece dating back to 1864 by an unknown artist, depicting Our Lady of Montenero.

After the construction of the new church, the church was assigned to the Society of St. Michael the Archangel, which began officiate at it in 1792. In 1999, the architect Josip Vladislovic’ organised the restoration of the roofs and the plaster of the exterior walls.