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Il trabocco di Fornacette

Il trabocco di Fornacette

L´Arno, in certi periodi dell´anno, costituisce un minaccioso pericolo per la pianura pisana e non lo ha scoperto nemmeno l´ultima e più terribile alluvione del 4 novembre del ´66.

Anticamente, con l´intento di proteggere Pisa da possibili alluvioni venne costruito Il "Trabocco d´Arno", un canale scolmatore che veniva aperto nei pressi di Fornacette, allo scopo di far defluire le acque del fiume verso la maremma pisana.

Già caldeggiato dal famoso idraulico Alessandro Degli Albizi il Trabocco venne costruito nel 1568 sotto Cosimo I° Duca e poi Granduca di Toscana, subito dopo le bocchette di Putignano, col compito, appunto di convogliare le acque dell´Arno nello stagno di Livorno con due larghe e profonde fosse oggi adiacenti alla strada n.67 Bis detta Arnaccio.

Il Trabocco era un enorme alveo vuoto, che si apriva sotto Fornacette, in cui venivano convogliate le acque in piena dell´Arno mediante il taglio degli Argini presso la Madonna dell´Acqua. Di esso resta oggi un lungo ponte di trentuno arcate, ridotto ad una serie di magazzini, sul quale transitavano i carri quando la ripa veniva rotta e l´acqua riempiva il canale.

Uno degli ultimi impieghi del trabocco risale al 1761, quando gli argini vengono tagliati per ordine del Provveditore dei Fossi Cosimo Guazzesi; dopo tale data, come ricorda anche il Repetti, la sede dell´alveo viene alienata ed appoderata, tanto che alla fine del Settecento il Mariti, nel suo noto odeporico, osserva che: "adesso non sarebbe neppur possibile di ricondurlo alla prima sua istituzione perché è alienato e ricolmato...ed in luogo di esso si osservano delle belle coltivazioni che giornalmente vanno aumentando".

La proprietà fondiaria, inserita in un contesto idrologico così complesso, sembra dunque reagire in maniera contraddittoria.
La nozione di essa assume connotazioni limitative della tradizionale estensione dei suoi poteri: servitù di diritto pubblico come quelle ricordate accennano ad un interesse superiore e collettivo, che vale come vincolo della medesima; gli uffici creati per sovrintendere al corso delle acque assumono una portata egemone rispetto alla risoluzione dei vari problemi amministrativi, in quanto, strutturalmente, sono i primi organismi supraterritoriali che servono una zona intesa come organica, coerente ed omogenea realtà territoriale.

Al tempo stesso, però, si manifesta un´opposta tendenza della proprietà fondiaria a divenire effettivamente tale: i privati, infatti, nel tempo erodono  e fanno proprie porzioni di terreno per l´avanti destinate alla pubblica utilità ed al servizio idrologico, come è il caso del fosso del Trabocco, il cui alveo nel tempo viene in qualche modo - per usurpazione o per titolo legittimo -"allodializzato", e quindi sottratto alla condizione di pubblico servizio cui esso era stato in precedenza destinato.
Nel 1933 Luca e Ferdinando Orsini Baroni proprietari dell´area dove è ubicato il Trabocco, posero una targa di marmo nel manufatto che recita: "Questo ponte sull´antico braccio dell´Arno famoso nelle storie pisane col nome di Rinonico fu costruito in solida muratura sotto il dominio di Firenze per ridurre a via continuativa di comunicazione e commercio quella strada che per secoli era stata interrotta da opere di offese e difesa nelle lotte fra Pisani e Fiorentini".

Il Trabocco è rimasto attivo per 197 anni.

In tempi recenti, ovvero nel 1995, nei pressi del Trabocco si è riunito, in forma solenne, il Consiglio comunale di Calcinaia per conferire la Cittadinanza Onoraria al compianto Gigi Pieruccetti Docente, scrittore e poeta di Fornacette.