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Il
comune di Calcinaia, anticamente chiamato Vico Vitri,
nome attribuito al borgo per la lavorazione di stoviglie
vetrificate, era situato sulla parte destra del fiume
Arno e sorse in epoca medioevale ancora prima dell'anno
1000, in questi termini lo si trova in un documento
del 15 ottobre 975 nel quale il Vescovo Alberico da
Pisa chiede in enfiteusi ai due figli del Marchese Oberto
la concessione della Chiesa plebana di S. Giovanni Battista
e quella di S. Pietro a Vico Vitri; della stessa Pieve
se ne riparla in una bolla di Celestino III spedita
il 13 novembre 1193 al pievano di allora.
In
seguito il borgo acquisì l'attuale nome di Calcinaia
in riferimento alle numerose fornaci
di calce che in quel tempo si moltiplicarono nel
territorio, assumendo il singolare stemma con due arselle
(o telline) in attinenza con l' acqua, la sabbia o addirittura
con una ben piu remota simbologia che può ricondurre
ai primi abitanti che si insediarono nella zona.
Nell'alto Medioevo, a Calcinaia vi esercitarono i diritti
di Signoria i Conti Cadolingi di Fucecchio che prima
dell'eta dei comuni tentarono di costruire un proprio
possesso nel centro della valle dell' Arnoe poi successe
la nobile famiglia ghibellina
degli Upezzinghi di Pisa, il più noto di
essi fu Gualtieri di Calcinaia che divenne Potestà
di S. Gimignano nel 1221, e di Arezzo nel 1243. Un altro
Gualtieri Upezzinghi e nominato nelle cronache pisane
quando negli anni 1284/85, per volontà del Conte
Ugolino della Gherardesca (sua madre Ugoccionella era
nata a Calcinaia), il comune di Pisa stipulò
un trattato di amicizia con gli Upezzinghi ai quali
vennero confermate le proprieta dei castelli e i villaggi
che possedevano in Valdera e nel Valdarno Pisano fra
cui appunto il distretto di Calcinaia. Ma nonostante
quel trattato, la stessa Repubblica Pisana, nel 1284
vi insediò la residenza di un Capitano della
Repubblica ed un proprio Magistrato notaro.
Successivamente
il borgo fu coinvolto nelle continue lotte fra la Repubblica
di Pisa e Lucca e proprio a Calcinaia si incontrarono,
nell' anno 1138, il Papa Innocenzo II e l'Imperatore
Lotario II, finché nel XV secolo la repubblica
Fiorentina, subentrata nelle lotte con Pisa per ottenere
il controllo del piu importante scalo marittimo regionale
e delle vie di comunicazioni fluviali interne, avvenne
il definitivo passaggio di Calcinaia alla Repubblica
di Firenze e nel 1555, il Granduca Cosimo I de Medici,
su studi di mappe disegnate da Leonardo da Vinci, fece
realizzare nel territorio importanti lavori idraulici
per regolare le piene dell'Arno e impedire cosi le frequenti
inondazioni che interessavano vaste zone del comune.
Ricordiamo che fino alla prima metà del 1500,
il flume Arno arrivava fin sotto Montecchio per poi
dirigersi verso Bientina lasciando Calcinaia attestata
sulla riva sinistra, descriveva un'ampia ansa che lambiva
l'antico borgo di Vico Pisarum ( poi Vicopisano ) e
continuava il suo naturale tragitto verso Pisa.
Poichè
quell' ansa era particolarmente dannosa alla navigazione
sul fiume ed altresì causa di frequenti impaludamenti,
fu cosi "corretto" il corso del flume ed alla
fine di quei lavori che impegnarono le fatiche di migliaia
di uomini modificò posizione alla stessa Calcinaia
la quale venne a trovarsi improvvisamente collocata
sulla riva destra dell' Arno; in pratica molto piu lontana
dall' asse viario commerciale Pisa-Firenze e perciò
fu relegata in una posizione piu marginale rispetto
alla frazione del Pozzale di Fornacette che in quel
tempo era un piccolo agglomerato di case che con quelle
modifiche apportate al tracciato fluviale, acquistò
tutti i vantaggi di un borgo attraversato da grandi
e importanti traffici
Dopo
quelle bonifiche, per la natura alluvionale del suo
piccolo territorio, Calcinaia ebbe a godere e sfruttare
per diversi secoli lo sviluppo dell'agricoltura: cereali,
legumi, bulbi e vasti prati della coltivazione della
canapa e del lino, mentre poi, sotto il dominio dei
Lorena, si ebbero i lavori di regimazione, di prosciugamento
del grande lago di Bientina, ai confini con la Lucchesia,
e le grandi opere idrauliche Toscane con la costruzione
del canale della "Botte" che in prossimità
di Fornacette passa sotto 1'Arno e vi scarica le acque
della pianura verso il mare: - Ancora oggi, quelle grandi
opere studiate da Alessandro Manetti sono indicate tra
le meraviglie dell' ingegneria e dell' architettura
Toscana.
Il
processo di industrializzazione notevolissimo negli
anni sessanta, si è sviluppato soprattutto nella
frazione di Fornacette dove sono nate, negli ultimi
decenni, piccole, medie e grandi imprese di produzione
e di servizi che occupano molta manodopera, mentre il
capoluogo, sede degli Uffici comunali, ha invece sviluppato
il settore terziario anche se non mancano anche qui
alcune aziende produttive e di servizi.
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