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COSI' BELLA DA INCANTARE VERSACE. RIAPRE AL PUBBLICO LA CAPPELLA DI SANTO STEFANO IN SARDINA

inserita il: 23/11/2018 11:52

COSI' BELLA DA INCANTARE VERSACE. RIAPRE AL PUBBLICO LA CAPPELLA DI SANTO STEFANO IN SARDINA

Domenica prossima 25 Novembre aprirà le sue porte ai visitatori un piccolo gioiello barocco che l’amministrazione comunale di Calcinaia ha contribuito a restaurare ed inaugurare lo scorso 13 Ottobre dopo decenni di abbandono. Si tratta della cappella di Santo Stefano che si trova in località Sardina. Sardina prima della rettifica del corso dell’Arno alla metà del Cinquecento costitutiva un punto cruciale per l’attraversamento del fiume; nei pressi dell’antica chiesa di San Lorenzo d’Anghio, risalente all’anno mille ed oggi distrutta, si trovava infatti un guado che collegava le due sponde.

L’attuale cappella venne edificata per volere dei canonici lateranensi di Nicosia, presso Calci, che possedettero le terre di Sardina dal Quattrocento fino al 1780. A progettarla, secondo le ricerche condotte dall’architetto Christian Ristori, potrebbe essere stato l’ingegnere pisano Niccolaio Stassi intorno al 1767 in quegli stessi anni impegnato nei grandiosi lavori di ampliamento della Certosa di Calci . L’affinità stilistica è evidente nelle forme e nelle volumetrie della facciata mistilinea della cappella  che nel loro piccolo saranno poi riprese dall’ingegnere per il progetto della chiesa certosina insieme alle facciate gemelle delle foresterie e delle cappelle. Le decorazioni dell’interno, riscoperte in seguito ad una campagna di saggi stratigrafici hanno rivelato un’affinità con quelle fatte dal pittore Pietro Giarré nel monastero calcesano.

Grazie ad un paziente restauro operato da Maria Teresa Leotta è stata riportata a nuova vita anche la pala d’altare dipinta dal pittore Gaetano Maria Franchi nel 1767, mano celebre nella sua epoca che rivaleggiò per un periodo con il più fortunato e abile Giovanni Battista Tempesti. L’opera ha rivelato alcune sorprese, il soggetto ritratto è unico nel suo genere, rappresenta non un santo ma un beato, il beato Arcangelo Canetoli, eremita di Gubbio vissuto agli inizi del Cinquecento che per umiltà rifiutò la mitra di arcivescovo di Firenze offertagli da Giuliano de Medici suo devoto. Il recupero è stato possibile grazie al finanziamento della ditta Birindelli Auto di Sovigliana di proprietà di Rossella Birindelli in memoria del marito Giacomo Corsi precocemente scomparso circa tre anni fa. Corsi era titolare della ditta Ruffo Shearling, specializzata nella produzione di capi in pelle e operante proprio nelle vicinanze della cappella fino alla chiusura avvenuta un decennio fa.

Ancora in vita ebbe modo di raccontare un aneddoto molto particolare che riguarda lo stilista Gianni Versace che giovane ed emergente stilista nei primi anni Ottanta si recava personalmente presso la Ruffo Shearling a verificare la qualità delle campionature e dei modelli scelti. Non sempre il lavoro svolto era di suo gradimento ed allora, col suo carattere un po’ fumino  e  schietto da buon calabrese si arrabbiava se non vedeva la perfezioneper calmarsi usciva dalla fabbrica a fare due passi verso la campagna… e a poco più di duecento metri incontrava la piccola chiesetta allora circondata dal verde dei campi. Entrando lì dentro… affascinato dalla perfezione armoniosa del gioiellino barocco il famoso stilista si calmava e ritrovava la serenità necessaria per tornare a ragionare…

Una storia particolare tra le tante legata a questa piccola cappella strappata al degrado grazie alla sensibilità dell’amministrazione calcinaiola e dei pochi volenterosi abitanti del luogo che sarà visitabile con ingresso libero domenica 25 dalle ore 15.00 alle ore 18.00 grazie a volontari dell’associazione Mater Cultura.

 

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